Studio Dentistico Manfredini
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I nostri servizi Odontoiatrici
I disordini temporomandibolari (TMD) sono patologie dell’articolazione temporomandibolare (ATM) e dei muscoli masticatori e sono la principale causa di dolore facciale non causato dai denti.
FAQ
Le domande più frequenti che ci fanno...

È vero che portando un bite in resina si può risolvere l’emicrania?
Alcuni tipi di bite in resina sono molto utili per la risoluzione di sintomi muscolari nel distretto cranio-facciale, quali ad esempio la tensione e l’affaticamento muscolare nei bruxisti, ma non hanno alcuna utilità nel caso di patologie su base vasodilatativa come l’emicrania. Diverso è il discorso che riguarda altri tipi di cefalea, ed in particolare la cefalea muscolo-tensiva che, essendo dovuta ad uno stato di tensione muscolare, può in alcuni casi trarre giovamento dall’impiego di un bite per il rilassamento muscolare.
Ronzii, fastidi o male alle orecchie possono essere correlati a disordini temporomandibolari?
Sintomi a carico dell’apparato uditivo possono essere dovuti a disordini temporomandibolari in una discreta percentuale di casi. Un versamento nell’articolazione temporomandibolare può infatti portare a sintomi di otalgia (mal d’orecchi), mentre ronzii e rumori auricolari possono essere dovuti ad una tensione di alcuni piccoli muscoli dell’apparato uditivo. In ogni caso è bene comunque avvalersi del parere dello specialista in otorinolaringoiatria.
Un rumore di click articolare si può risolvere definitivamente?
Un rumore di click articolare, indicativo della presenza di un malposizionamento del disco dell’articolazione temporomandibolare, non è di per sé un problema che richiede interventi terapeutici, a meno che non sia accompagnato da dolore o il paziente non riferisca di essere notevolmente disturbato dal rumore durante la propria vita di relazione. Il disco articolare può essere riposizionato correttamente attraverso l’impiego di alcuni tipi di bite, ma solamente in rari casi il click scompare definitivamente, e di solito ricompare poco tempo dopo che il paziente smette di portare l’apparecchio occlusale.
Quali sono i fattori di rischio per i disordini temporomandibolari?
I principali fattori di rischio per i disordini temporomandibolari sono il sesso femminile, il bruxismo, lo stress, stati d’ansia e depressione, patologie reumatiche quali ad esempio la fibromialgia e l’artrite reumatoide.
Esistono patologie di pertinenza di altre branche mediche che possono essere associate ai disordini temporomandibolari?
Certamente i sintomi di un disordine temporomandibolare possono essere comuni a quelli di altre patologie, e non sempre la diagnosi differenziale è semplice. L’esempio più semplice è quello di un dolore riferito all’articolazione temporomandibolare, che potrebbe essere espressione di un problema dell’apparato uditivo e quindi essere di pertinenza dell’otorinolaringoiatra. Lo stesso dicasi per certe forme nevralgiche che potrebbero manifestarsi in maniera simile ai disordini temporomandibolari, per cui è importante una collaborazione con il neurologo. Ed ancora, il reumatologo è di aiuto per discernere tra fibromialgia e disordini temporomandibolari di tipo muscolare; lo psichiatra può intercettare eventuali disturbi da somatizzazione che si manifestano a carivo del sistema masticatorio; l’ortopedico può valutare la presenza di patologie articolari sistemiche che si localizzano anche all’articolazione temporomandibolare. Questi sono solamente i principali esempi di collaborazione multidisciplinare che è importante instaurare per una corretta valutazione dei casi complessi, ma in un ipotetico team di specialisti dovrebbero far parte anche il fisiatra, l’ortodonzista, l’endocrinologo, oltre naturalmente al medico ed all’odontoiatra di base, che sono fondamentali per indirizzare il paziente verso lo specialista più appropriato.
È vero che portando un bite in resina si può risolvere l’emicrania?
Alcuni tipi di bite in resina sono molto utili per la risoluzione di sintomi muscolari nel distretto cranio-facciale, quali ad esempio la tensione e l’affaticamento muscolare nei bruxisti, ma non hanno alcuna utilità nel caso di patologie su base vasodilatativa come l’emicrania. Diverso è il discorso che riguarda altri tipi di cefalea, ed in particolare la cefalea muscolo-tensiva che, essendo dovuta ad uno stato di tensione muscolare, può in alcuni casi trarre giovamento dall’impiego di un bite per il rilassamento muscolare.
Ronzii, fastidi o male alle orecchie possono essere correlati a disordini temporomandibolari?
Sintomi a carico dell’apparato uditivo possono essere dovuti a disordini temporomandibolari in una discreta percentuale di casi. Un versamento nell’articolazione temporomandibolare può infatti portare a sintomi di otalgia (mal d’orecchi), mentre ronzii e rumori auricolari possono essere dovuti ad una tensione di alcuni piccoli muscoli dell’apparato uditivo. In ogni caso è bene comunque avvalersi del parere dello specialista in otorinolaringoiatria.
Un rumore di click articolare si può risolvere definitivamente?
Un rumore di click articolare, indicativo della presenza di un malposizionamento del disco dell’articolazione temporomandibolare, non è di per sé un problema che richiede interventi terapeutici, a meno che non sia accompagnato da dolore o il paziente non riferisca di essere notevolmente disturbato dal rumore durante la propria vita di relazione. Il disco articolare può essere riposizionato correttamente attraverso l’impiego di alcuni tipi di bite, ma solamente in rari casi il click scompare definitivamente, e di solito ricompare poco tempo dopo che il paziente smette di portare l’apparecchio occlusale.
Quali sono i fattori di rischio per i disordini temporomandibolari?
I principali fattori di rischio per i disordini temporomandibolari sono il sesso femminile, il bruxismo, lo stress, stati d’ansia e depressione, patologie reumatiche quali ad esempio la fibromialgia e l’artrite reumatoide.
Esistono patologie di pertinenza di altre branche mediche che possono essere associate ai disordini temporomandibolari?
Certamente i sintomi di un disordine temporomandibolare possono essere comuni a quelli di altre patologie, e non sempre la diagnosi differenziale è semplice. L’esempio più semplice è quello di un dolore riferito all’articolazione temporomandibolare, che potrebbe essere espressione di un problema dell’apparato uditivo e quindi essere di pertinenza dell’otorinolaringoiatra. Lo stesso dicasi per certe forme nevralgiche che potrebbero manifestarsi in maniera simile ai disordini temporomandibolari, per cui è importante una collaborazione con il neurologo. Ed ancora, il reumatologo è di aiuto per discernere tra fibromialgia e disordini temporomandibolari di tipo muscolare; lo psichiatra può intercettare eventuali disturbi da somatizzazione che si manifestano a carivo del sistema masticatorio; l’ortopedico può valutare la presenza di patologie articolari sistemiche che si localizzano anche all’articolazione temporomandibolare. Questi sono solamente i principali esempi di collaborazione multidisciplinare che è importante instaurare per una corretta valutazione dei casi complessi, ma in un ipotetico team di specialisti dovrebbero far parte anche il fisiatra, l’ortodonzista, l’endocrinologo, oltre naturalmente al medico ed all’odontoiatra di base, che sono fondamentali per indirizzare il paziente verso lo specialista più appropriato.


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